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COUCH-19, un pouf realizzato con le mascherine abbandonate

Nell’ultimo anno, per contrastare la diffusione del Covid-19, è aumentato vertiginosamente il consumo di mascherine chirurgiche, soprattutto quelle monouso.

Le mascherine monouso sono rifiuti sanitari e, quindi, non possono essere riciclate tramite i classici impianti di riciclaggio. Questo porta o ad essere incenerite producendo fumi tossici, oppure a riempire inesorabilmente le strade di tutto il Mondo.

Tobia Zambotti, un designer italiano che attualmente ha sede a Reykjavik, ha trovato un modo originale per sensibilizzare questo problema.

Il progetto si chiama COUCH-19.

Tobia ha riunito insieme diverse mascherine abbondonate, tutte di colore bianco o azzurro e, dopo averle meticolosamente disinfettate, le ha rese un’atipica imbottitura per un pouf modulare.

Il pouf è composto appunto dalle mascherine monouso abbondonate e da PVC trasparente riciclabile.

Se si accostano insieme questi colori “glaciali” e la sua forma volutamente irregolare, si ottiene come risultato un oggetto che ricorda un iceberg, sinonimo del riscaldamento globale.

Senza dubbio questo è un modo originale e artistico per portare alla luce il problema dell’inquinamento che, giorno dopo giorno, sembra aumentare sempre di più.

COUCH-19, un pouf realizzato con le mascherine abbandonate - katsuto.it
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Foto di Raffaele Merler.

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